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Author Archives: daneel

Aspasia la cieca

La sorprendente storia di una Santa sconosciuta dei nostri tempi

Del p. Stephanos K. Anagnostopoulos

Ejnar Nielsen: Ragazza cieca che legge. 1906

In una piccola città della Grecia settentrionale viveva una ragazza cieca di nome Aspasia.
Era orfana, indigente, abbandonata da tutti, e per questo crebbe senza l’opportunità di imparare a leggere.
Quando aveva circa 18-20 anni, un predicatore itinerante della Metropolia locale la notò, la prese con sé e la pose in una scuola per ciechi a Tessalonica, dove le fu insegnato il braille. Quando ebbe imparato a leggere bene, il predicatore le diede una copia del Nuovo Testamento scritta in braille.
La ragazza iniziò così a leggerlo con le dita, e più leggeva, più apprendeva su chi era Cristo e cosa aveva fatto per lei personalmente e per il mondo intero. E più apprendeva, più il suo cuore inquieto diveniva calmo e pacifico. (altro…)

San Giuseppe il Nuovo di Cappadocia

Giuseppe il Nuovo di Cappadocia

San Giuseppe il Nuovo (Joseph Kioseïrkoglou) nacque tra il 1820 e il 1830 nella zona di Kermir, in Cappadocia, non distante da Cesarea. Era un venditore ambulante e un pellegrino, un uomo di preghiera che seminava ovunque andasse la Parola di Dio. (altro…)

«Troverete il bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»

Omelia per la Natività del Metropolita Filarete di Mosca

Il significato del bambino Gesù avvolto in fasce ci viene spiegato da uno degli antichi dottori cristiani. Nelle sue fasce, Gesù predice la propria sepoltura. In realtà le fasce di un neonato e il sudario dei morti erano originariamente tessute da un artigiano; la culla e la bara hanno lo stesso artefice. Se il peccato non avesse dato origine alla bara e al lenzuolo avvolgente, non ci sarebbero state neppure le fasce e la culla. Proprio come i dolori del parto sono l’inizio della morte, così la culla è il precursore della bara, e le fasce sono il primo lembo del sudario che gradualmente si forma. (altro…)

MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2020

“Tutto il creato si rallegri, poiché ecco che il Creatore che esiste prima di tutti i secoli nasce a Betlemme e appare bambino neonato”
(Canone proeortion, 23 Dic., ode 4)

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore che è nato,
Il nostro Signore Gesù Cristo è nato e la gioia irradia il mondo intero! Il Dio Verbo è sceso dal Cielo e si è fatto Uomo sulla terra, affinché si realizzasse l’unione e la comunione di «Dio con gli uomini»! Perché finché Egli fosse rimasto nell’altezza della Sua magnificenza «nei cieli» e noi nell’umiliazione della nostra caduta, «ci era impossibile partecipare alla Sua bontà e comunicare del Suo amore per gli uomini, e un abisso impraticabile ci separava da Lui», secondo le parole di San Gregorio il Teologo (Omelia 41,§12). Ma la Sua Bontà si rivelò e il Suo Amore per gli uomini prevalse. (altro…)

Insegnamenti sui pensieri impuri e sulla preghiera

di Sant’ Ambrogio di Optina

1

Qualcuno chiese allo Staretz Ambrogio di Optina:

«Padre, quando, contro la mia volontà, pensieri impuri passano per la mia mente, sto peccando?»

«Ascolta, figlia mia», rispose lo Staretz. «Una certa asceta, Ekaterina Seneiskaya, fu a lungo tormentata da pensieri impuri. Alla fine, Cristo la visitò e subito i pensieri si allontanarono. “Dov’eri tutto questo tempo, mio dolce Gesù?” gli chiese. “Ero nel tuo cuore”, rispose Lui. (altro…)

San Nettario di Egina

Memoria il 9 Novembre

Icona di San Nettario

San Nettario nacque nel 1846 ed ebbe al battesimo il nome di Anastasios. Era il quinto dei sette figli di Dimos Kefalàs e di sua moglie Balou. Nato in un’umile famiglia nel quartiere greco dell’operosa cittadina di Selivria, si trasferì appena quattordicenne a Istanbul, che allora aveva ancora il suo nome cristiano di Costantinopoli e che era distante un’ottantina di chilometri dalla sua città natale. A Selivria, il giovane non avrebbe potuto continuare i suoi studi, per i quali era chiaramente portato. Nella sua nuova dimora, Anastasios si dedicò allo studio e si mantenne lavorando. (altro…)

Omelia sulla parabola del seminatore

di San Giovanni di Kronstadt

Oggi, miei cari, è stata letta la parabola del Vangelo sul seminatore e la semente, sulla ineguale qualità del terreno su cui la semente è caduta e sui vari destini del seme. Il Signore stesso, al termine della lettura evangelica, su richiesta dei suoi stessi discepoli, spiegò la parabola (Luca 8, 5-15). (altro…)

I gradi della conoscenza di Dio

di San Cirillo di Gerusalemme

Se qualcuno pretende di parlare delle cose che riguardano Dio, provi anzitutto, se vi riesce, a spiegare i confini della terra. Vivi sulla terra, ma non conosci bene neppure il confine del tuo domicilio, cioè della terra stessa. Come potrai allora conoscere adeguatamente il suo architetto? (altro…)

L’esaltazione della Croce, esaltazione di Cristo

di Sant’Andrea di Creta

La Santa Croce
La Santa Croce

Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. E’ tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. E’ in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale. (altro…)

La Parabola degli invitati alle Nozze

di San Cromazio di Aquileia

1. Con molte e varie parabole il Signore e Salvatore nostro confuse i Farisei e i capi dei Giudei. Dopo la parabola del padre di famiglia che aveva affittato la sua vigna a dei coloni [Mt. 21, 33] ecco proposta nella presente lettura quella del re che fece una festa di nozze al suo figliolo, come avete appena udito, o miei cari. E mandò, dice il Vangelo, i suoi servitori a chiamare gli invitati alle nozze. Ma quelli, non volendoci venire, se ne andarono chi al proprio campo e chi al suo negozio; gli altri poi, presi i suoi servitori, li oltraggiarono ed uccisero. [Mt. 22, 3. 5-6] (altro…)

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