Per la Festa del Martire Lorenzo

Il diacono è ministro del sangue di Cristo. Il mistero della cena del Signore.
1. 1. La Chiesa di Roma affida al nostro ricordo questo giorno, giorno trionfale per il beato Lorenzo; in esso egli tenne sotto i piedi il mondo rumoreggiante minacce e lo disprezzò quando voleva sedurre e, nell’uno e nell’altro caso, riportò vittoria sul diavolo che provocava la persecuzione. Roma intera è infatti testimone di come sia gloriosa, quanto ricca di virtù simili a fiori, i più diversi, la corona del martire Lorenzo intessuta di tanti pregi. In quella Chiesa, poi, come di solito sentite dire, esercitava l’ufficio di Diacono. Ivi fu ministro del sacro sangue di Cristo: ivi, per il nome di Cristo, versò il proprio. Si era accostato con discernimento alla mensa del Potente. A quella mensa di cui ora ci parlavano i Proverbi di Salomone, che riportano: Quando siedi a mangiare alla mensa di un potente, considera bene che ti viene servito, stendi quindi la tua mano, consapevole che tu pure devi preparare vivande simili (Prv 23, 1-2). Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero di questa cena dicendo: Come Cristo ha dato la vita per noi, così, anche noi, dobbiamo dare la vita per i fratelli (1 Gv 3, 16). Fratelli, san Lorenzo lo comprese, lo comprese e mise in pratica; e proprio quanto prese a quella mensa, quello stesso preparò. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. (altro…)
La spiritualità ortodossa. Una tradizione vivente
del Vescovo Fozio di Triaditza
Oggi è di moda parlare di spiritualità: una nozione vaga, se è tolta dal suo intrinseco contesto neotestamentario e composta da un conglomerato amorfo di qualsiasi cosa possa associarsi alla cosiddetta “cultura spirituale” o a dei “valori spirituali”. In questo conglomerato è inclusa la “spiritualità religiosa”, nozione non meno vaga delle altre, e una semplice variante di esse. In realtà, non è senza motivo che i religiosi liberali di oggi si attengono esattamente al concetto di “spiritualità” come a una sorta di denominatore comune di tutte le religioni, un concetto che offre opportunità illimitate per ogni tipo di fumosa ricerca teologica. Il termine tradizione è stato incrostato , per lo stesso motivo, di così tanti strati di connotazioni, da rischiare di perdere quasi completamente il suo significato patristico originale, non solo a causa della sua profanazione e implicazioni colloquiali, ma anche perché ha perso chiarezza nel lessico teologico. Basta ricordare il suo uso nel senso di trasmettere ciò che è convenzionale.
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Preghiera per i nemici
del Vescovo Nicolaj (Velimirovic) di Zica e Ochrid
Benedici i miei nemici, Signore! Anch’io li benedico e non li maledico.
I nemici mi hanno spinto di più tra le Tue braccia dei miei amici.
Gli amici mi legano alla terra, i nemici mi slegano e distruggono tutte le mie speranze in questo mondo. (altro…)
«Lucerna del corpo è l’occhio»
1. Dopo aver istruito i suoi discepoli con abbondanti e divini insegnamenti, il Signore e Salvatore nostro disse nella presente lettura, come avete sentito,miei cari: L’occhio è la lucerna del corpo. Quindi, se il tuo occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato; se poi il tuo occhio è offuscato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre (Mt 6, 22-23). La lucerna del corpo sta a indicare le facoltà dell’anima e la fede del cuore. (altro…)
Domenica dei Santi ortodossi d’Italia
Omelia per la seconda Domenica di Matteo
(Tutti i santi glorificati in Italia) del p. Daniele Marletta
Letture:
Apostolos: Rm 2, 10-16
Evangelo: Mt 4, 18-23
In Italia gli ortodossi sono una minoranza. Bisogna però anche dire che sono una minoranza significativa, attualmente sono la seconda confessione religiosa presente nel nostro Paese. Ciononostante molti italiani non hanno la minima idea di cosa sia la Chiesa Ortodossa. (altro…)
Il Monastero dei Santi Cipriano e Giustina
di Sua Eminenza, il Metropolita Cipriano di Oropos e Filì
(1935-2013)

Nota del webmaster
Il 17 Maggio 2013 (secondo il calendario ecclesiastico), ovvero esattamente sette anni fa, si addormentava nel Signore il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì. Era un uomo spirituale e di grande moderazione, sempre alla ricerca della via regale, contrario a ogni eccesso e a ogni fanatismo. Per questo era visto da alcuni come un fanatico fondamentalista, e da altri come un pericoloso modernista. Vogliamo ricordarlo nella ricorrenza della sua dormizione nel Signore con un suo breve testo. Nel 1976, Padre Seraphim Rose chiese al Metropolita Cipriano (che era al tempo archimandrita) una serie di testi, che pubblicò in inglese su The Orthodox Word, la rivista del Monastero di San Germano d’Alaska a Platina, in California. Quello che segue, una breve presentazione del Monastero dei Santi Cipriano e Giustina, è il primo testo da lui pubblicato.
p. Daniele
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Sulla Preghiera
del monaco Silvano l’Athonita di santa memoria

Chi ama il Signore pensa sempre a lui; e il ricordo di Dio genera la preghiera.
Se non si pensasse al Signore, allora nemmeno si pregherebbe; ma senza la preghiera non si rimane nell’amore di Dio, perché con la preghiera otteniamo la grazia dello Spirito santo. Attraverso la preghiera l’uomo è preservato dal peccato, perché la mente che prega è intenta in Dio e con spirito umile sta davanti al volto del Signore, conosciuto solo dall’anima in preghiera. (altro…)
Messaggio pasquale 2020
CHIESA DEI VERI CRISTIANI ORTODOSSI DI GRECIA
Santo Sinodo
Protocollo n. 3026 Atene, 01 / 14 Aprile 2020
«Per la tua passione, o Cristo, siamo stati liberati dalle passioni
e per la tua risurrezione siamo stati liberati dalla corruzione, Signore, gloria a Te!»
Cari Padri e Fratelli nel Signore Risorto,
La Santa Risurrezione del nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo è il più grande miracolo della nostra fede cristiana. Ci rende felici, perché ha liberato l’umanità dalle passioni e l’ha liberata dalla corruzione del peccato, dal Diavolo e dalla morte. Le menti dei fedeli sono illuminate dalla Luce della Risurrezione che ha riempito il cielo, la terra e l’inferno, e il cuore dei cristiani trasalisce di gioia e allegrezza. (altro…)
«Cristo è risorto!»
Omelia pasquale del metropolita di Mosca Filarete

Al secolo Vasilij Michajlovič Drozdov (Kolomna- 1783 – Mosca 1867), fu arcivescovo di Tver´ (1816) e in seguito (1820) di Jaroslavl´. Eletto Metropolita di Mosca nel 1826, esercitò a lungo una grande influenza sulla Chiesa e sulla teologia russa. Fu certamente il più significativo teologo russo del XIX secolo; a lui dobbiamo un importante Catechismo e una raccolta di omelie di grande rilievo spirituale. Il Patriarcato di Mosca lo ha recentemente canonizzato.
Cristo è risorto!
Quante volte l’abbiamo già ripetuto ora ed anche ora non ci stanchiamo di ripeterlo, e speriamo che anche voi non vi stanchiate di ascoltare così spesso queste stesse parole: “Cristo è risorto!” Che parole stupende! Per loro effetto si trasforma l’aspetto esteriore di tutto ciò che esiste! Fin’ora molti conoscevano soltanto la terra, sulla quale l’uomo è presente per un breve arco di tempo, per scomparire subito dopo non si sa dove. Alcuni avranno già sentito parlare dell’inferno, un abisso che tutti minaccia di inghiottire e non restituisce nessuno. Non molti avranno meditato sul cielo, una dimora posta in alto alla quale porta una scala, che qualcuno solo in sogno ha potuto vedere e su cui si vedevano salire gli Angeli, ma non gli uomini. (altro…)
«Questo è il giorno fatto dal Signore»
(Da una antica omelia pasquale)
Ricordando la felicità per il riacquisto della salvezza, Paolo proclama: «Come per Adamo la morte entrò in questo mondo, così per Cristo la salvezza è di nuovo data al mondo»; e ancora: «Il primo uomo fu tratto dalla terra, ed è quindi terrestre; il secondo uomo viene dal cielo, ed è quindi celeste». (altro…)